Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

I FIORETTI
Capitolo I
Capitolo II
Capitolo III
Capitolo IV
Capitolo V
Capitolo VI
Capitolo VII 
Capitolo VIII
Capitolo IX 
Capitolo X
Capitolo XI 
Capitolo XII
Capitolo XIII 
Capitolo XIV 
Capitolo XV 
Capitolo XVI 
Capitolo XVII 
Capitolo XVIII 
Capitolo XIX 
Capitolo XX 
Capitolo XXI 
Capitolo XXII 
Capitolo XXIII 
Capitolo XXIV 
Capitolo XXV 
Capitolo XXVI 
Capitolo XXVII 
Capitolo XXVIII 
Capitolo XIX 
Capitolo XXX 
Capitolo XXXI 
Capitolo XXXII 
Capitolo XXXIII 
Capitolo XXXIV 
Capitolo XXXV 
Capitolo XXXVI 
Capitolo XXXVII 
Capitolo XXXVIII 
Capitolo XXXIX 
Capitolo XL 
Capitolo XLI 
Capitolo XLII 
Capitolo XLIII 
Capitolo XLIV 
Capitolo XLV 
Capitolo XLVI 
Capitolo XLVII 
Capitolo XLVIII 
Capitolo XLIX 
Capitolo L 
Capitolo LI 
Capitolo LII 
Capitolo LIII 
Fioretti: CAPITOLO I

CAPITOLO I

Al nome del nostro Signor Gesù Cristo crocifisso
E della sua Madre Vergine Maria.
In questo libro si contengono certi fioretti, miracoli
Ed esempi divoti del glorioso poverello di Cristo
Messer santo Francesco e d’alquanti suoi santi compagni.
A laude di Gesù Cristo. Amen.

Dei dodici primi Compagni di santo Francesco

In prima è da considerare che ‘l glorioso messere santo Francesco in tutti gli atti della vita sua fu conforme a Cristo benedetto: ché come Cristo nel principio della sua predicazione elesse dodici Apostoli a dispregiare ogni cosa mondana, a seguitare lui in povertà e nell’altre virtù; così tanto santo Francesco elesse dal principio del fondamento dell’Ordine dodici compagni possessori dell’altissima povertà. E come un de’ dodici Apostoli, il quale si chiamò Iuda Scariotto, apostatò dello apostolato, tradendo Cristo, e impiccossi se medesimo per la gola; così uno de’ dodici compagni di santo Francesco, ch’ebbe nome frate Giovanni dalla cappella, apostatò e finalmente s’impicco se medesimo per la gola. E questo agli eletti è grande esempio e materia di umiltà e di timore, considerando che nessuno è certo perseverare infino alla fine nella grazia di Dio.
E come que’ santi Apostoli furono a tutto il mondo maravigliosi di santità e d’umiltà, e pieni dello Spirito Santo; così que’ santi compagni di santo Francesco furono uomini di tanta santità, che dal tempo degli Apostoli in qua il mondo non ebbe così maravigliosi e santi uomini: imperò ch’alcuno di loro fu ratto infino al terzo Cielo come santo Paulo, e questo fu frate Egidio; alcuno di loro, ciò fu fra Filippo Lungo, fu toccato le labbra dall’Agnolo col carbone del fuoco come Isaia profeta; alcuno di loro, ciò fu frate Silvestro, che parlava con Dio come l’uno amico coll’altro, a modo che fece Moisé; alcuno volava per sottilità d’intelletto infino alla luce della divina sapienza come l’aquila, cioè Giovanni evangelista, e questo fu frate Bernardo umilissimo, il quale profondissimamente esponea la Scrittura santa; alcuno di loro fu santificato da Dio e canonizzato in Cielo vivendo egli ancora nel mondo; e questo fu frate Ruffino gentile uomo d’Ascesi; e così furono tutti privilegiati di singolare segno di santità, siccome nel processo si dichiara.


 



 
 



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